La storia

Tutto iniziò intorno alla metà del 1800, a Torino. E cominciò per l’attenzione di un educatore prete e santo, don Bosco, per i giovani che aveva trovato per le periferie di Torino. Li accosta, li avvicina, li porta ad un luogo che lui chiamava oratorio. Li entusiasma e li nutre, li avvicina a Dio e si interessa a loro a tutto campo, non per finta.
Mentre si interessa della loro anima, e della loro salute spirituale li nutre di cibo, li rattoppa nei vestiti, alcuni li tiene a dormire all’oratorio, e poi accompagnandoli ai loro mestieri si accorge che li sfruttano brutalmente. Allora don Bosco va a parlare con gli impresari che li occupavano e si inventa dei contratti di lavoro in cui fa metter per iscritto e firmare, tempi di lavoro e compensi, e comincia a fissare alcune garanzie minime. Voi direte: bella scoperta! E si bella scoperta perché allora in Italia di queste cose non si interessava nessuno, i primi contratti di lavoro saranno firmati dai sindacati alcuni decenni dopo.
Ma don Bosco non si ferma li: si accorge che tanti di quei giovani sfruttati erano intelligenti, ma nessuno insegnava loro il mestiere! E allora si inventa le scuola professionali: lui che da giovane per studiare aveva dovuto imparare più di un mestiere per mantenersi gli studi.
Mette su le scuole professionali mettendo in campo dei suoi giovani religiosi, i coadiutori, professionisti nel far crescere le capacità lavorative. Inizia con tipografi, sarti, calzolai, falegnami e non si ferma più.
Questo è il nostro cuore, da qui tutto è partito e non si è fermato più!