Il portone al 22

Tre anni fa, era settembre del 2017, lo ricordiamo molto bene, circa 150 ragazze e ragazzi sono entrati per la prima volta nel Centro CNOS-FAP di Fossano con un obiettivo: diventare professionisti in un mestiere. Erano quattordicenni, qualcuno già quindicenne, e sono entrati dal portone di Via Verdi 22 con timore, curiosità, speranza (ma anche, perché no? con un pizzico di spavalderia) perché volevano compiere il primo passo che li avrebbe portati a entrare nel mondo del lavoro e diventare adulti indipendenti. Avevano un progetto, anche se non ne erano pienamente consapevoli.

Erano invece consapevoli che avrebbero dovuto sedersi in un banco e imparare alcune nozioni. Erano anche fiduciosi di applicarsi praticamente in un laboratorio meccanico, estetico, termoidraulico… e apprendere le basi del lavoro che avevano scelto per il loro futuro.

Hanno frequentato il primo anno, poi il secondo. Tutto bene. Alti e bassi, certo, qualche piccolo contrattempo, ma tutto bene. Poi nell’autunno del 2019 avevano iniziato il terzo anno. L’ultimo, finalmente! Tre, quattro, cinque mesi e, arrivati a carnevale, iniziavano a vedere la meta finale. “Tieni duro che ce l’hai quasi fatta” dicevano a se stessi.

Ma è arrivato il virus con il suo bagaglio di angoscia e di devastazione. Sembrava che tutto si sarebbe fermato. Nei ragazzi, ma anche nei formatori, anche nei genitori, la sensazione prevalente era l’incertezza: cosa sarebbe successo? Cos’era quella faccenda chiamata FAD, che cosa ne sarebbe stato di loro? Come avrebbero potuto terminare il cammino iniziato tanto tempo prima? Cadere è brutto, ma lo è ancora di più quando la meta finale è ormai in vista e sembra di poterla toccare. Se il traguardo è prossimo e scompare all’improvviso ti sembra che il destino si sia divertito alle tue spalle.

Non possiamo far finta che Covid-19 sia stato una passeggiata. Troppo dolore, troppe lacrime. Ha fatto tanti danni, non dovremo mai negarlo.

Però oggi dobbiamo gridare forte, affinché ci sentano tutti i virus, i batteri, le amebe e anche i protozoi: noi non ci siamo fermati. Ci siamo presi uno schiaffone che ci ha lasciati confusi e incerti, abbiamo girovagato per un po’ come pugili suonati. Ma non siamo andati giù. Ci siamo ripresi, ci siamo riorganizzati e siamo passati al contrattacco. Non abbiamo sconfitto il virus, purtroppo, ma gli abbiamo impedito di metterci il bastone tra le ruote.

Oggi 150 ragazze e ragazzi sono usciti dal portone di Via Verdi 22 con una qualifica in mano. Nonostante la forza del virus sono riusciti a diventare acconciatrici e acconciatori, meccanici industriali, elettricisti, carrozzieri, estetiste, termoidraulici e meccanici dell’autoveicolo.

È stata dura. Molti hanno perso l’occasione dello stage in un’azienda; tutti sono rimasti chiusi in casa e hanno dovuto capire che andare a scuola non è la cosa più brutta che c’è. La quarantena al chiuso è molto peggio. Non poter vedere i compagni di classe è molto peggio. Parlare e ascoltare tramite un monitor è molto peggio. Il virus ci ha insegnato quanto sia importante frequentare le lezioni insieme a tanti compagni e ad alcuni insegnanti. È una lezione da non dimenticare.

Quindi, cari ragazzi, care ragazze, dovete essere fieri. L’esame è finito. Siete dei professionisti. La strada è ancora lunga, ma avete fatto un grande passo avanti. È stato emozionante rivedervi con la camicia stirata, con il project work stampato a colori, con la cartella piena di libri da restituire, con mamma o papà che aspettavano fuori dal Centro la fine dell’incubo.

Per questo vi abbiamo fatto delle foto. Per ricordarci di un momento che quest’anno si è ripetuto come tutti gli altri anni, ma è stato diverso. La qualifica di quest’anno vale come le qualifiche di tutti gli anni precedenti, Ma ha un significato diverso.

È una qualifica pienamente meritata, avete lottato su un terreno difficile. È stata una fatica, però ce l’avete fatta. Avremmo voluto abbracciarvi, stringervi le mani, fare festa con voi, ma il distanziamento sociale non ce l’ha permesso. Pazienza. Ci ricorderemo a lungo di quest’annata malevola ma ancor di più ci ricorderemo che “quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare”.

Se un giorno avrete bisogno di un consiglio o di un conforto, se vorrete raccontarci cosa vi è accaduto, quali novità ci sono nella vostra vita, tornate a trovarci. Saremo ancora qui. E la porta sarà sempre aperta. Via Verdi 22. All life long.

TECNICO delle ENERGIE RINNOVABILI 

In primo piano

Il pianeta Terra ha un urgente bisogno di due cose: più attenzione all’ambiente e maggiori disponibilità di energia. Per fare questo occorre migliorare l’efficienza energetica mantenendo sotto controllo le emissioni di gas-serra colpevoli di provocare disastrose conseguenze climatiche. È la ragione per cui, da alcuni anni, in tutto il mondo, si sta sviluppando un nuovo settore professionale noto come Green Economy.

L’economia sostenibile – la Green Economy – è un’area occupazionale che attrae un numero crescente di addetti. Secondo il decimo Rapporto Unioncamere-Symbola l’approccio eco-sostenibile delle aziende ha fatto aumentare del 5,3% il numero degli addetti negli ultimi cinque anni (Fonte: Il Sole 24 Ore). Nel 2019 la Green Economy ha offerto un impiego a circa mezzo milione di addetti.

Il solo Piemonte conta circa 24 mila le aziende che hanno investito nell’economia sostenibile nel periodo 2011-2017 (Fonte: Environment Park, Askanews – gennaio 2018).

L’economia non ha bisogno solo di diventare più verde; ha bisogno anche e soprattutto di professionisti in grado di svolgere questo processo di riconversione. Secondo un articolo del 2020 comparso sul sito Studenti.it, “un settore su cui puntare è sicuramente quello dei green jobs”. Lo conferma uno studio del 2019 di Deutsche Bank sulle dieci nuove professioni create dalla Green Economy in cui sono presenti Esperto in gestione dell'energia, Promotore edile di materiali sostenibili, Meccanico industriale green, Installatore di reti elettriche a migliore efficienza e Installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale.

 

Il CNOS-FAP di Fossano promuove per il prossimo anno formativo il percorso di Tecnico delle energie rinnovabili - Produzione energia termica.

I Tecnici delle energie rinnovabili rappresentano una delle tante figure richieste dal mondo del lavoro green. Le loro mansioni riguardano il processo di realizzazione e funzionamento di impianti per la produzione di energie da fonti rinnovabili e l’integrazione con impianti e attività edilizia.

Il tecnico delle energie rinnovabili deve possedere competenze funzionali quali la progettazione, il dimensionamento, l'installazione di componenti e impianti per la produzione di energia elettrica o termica da fonti rinnovabili, la collaborazione nelle fasi di collaudo, avvio e messa in funzione.

Il lavoro di un tecnico è dinamico e operativo, sempre in movimento, attivamente “sul pezzo”.

Il corso proposto dal CNOS è un IV anno per il conseguimento del Diploma professionale. Si rivolge a ragazzi che abbiano già conseguito la qualifica professionale ma intendono proseguire gli studi. Si tratta quindi di un titolo di studio riconosciuto dal mondo del lavoro, perché permette l’esercizio dell’attività professionale con ampi spazi di autonomia e di responsabilità, rispetto al titolo di “operatore” rilasciato con la qualifica professionale. 

Il Diploma Professionale di Tecnico apre alla possibilità di proseguire nella formazione superiore con un percorso di Istruzione Formazione Tecnica Superiore (IFTS - ad esempio il "Tecnico Trasfertista" del CNOS-FAP di Bra) e di accedere, successivamente, a un percorso di Istruzione Tecnica Superiore (ITS - Livello 5 EQF).

Possono accedere al percorso tutti gli allievi che hanno conseguito la qualifica professionale principalmente nei settori elettrico e termo-idraulico. Per gli allievi provenienti da altri settori saranno previste ore di recupero in alcune materie.

Il percorso dura un anno e si sviluppa nell'ambito del Sistema Duale: oltre 400 ore di attività didattica in aule e laboratori e 550 ore di formazione in Aziende Partner del territorio, con la possibilità di attivare il contratto di apprendistato di I° livello (apprendistato Duale).

L’opportunità è di sicuro interesse. Il mondo della salvaguardia ambientale è recente, in pieno sviluppo e ha bisogno di risorse capaci di agire per migliorare il sistema in cui viviamo. Oltre alla disponibilità di luoghi di lavoro, c’è anche la consapevolezza di lavorare in un ambito di cura e attenzione alla natura.

Periodo di erogazione: ottobre 2020 – giugno 2021. 

Il percorso è gratuito in quanto finanziato dal Fondo Sociale Europeo. 

Se siete interessati compilate il modulo di preiscrizione cliccando qui

Se invece necessitate di ulteriori informazioni scrivete a: info.fossano@cnosfap.net 


https://www.ilsole24ore.com/art/la-green-economy-cambia-lavoro-oltre-500mila-assunzioni-italia-2019-ACVMNbu

https://www.ilsole24ore.com/art/oltre-432mila-imprese-italiane-ultimi-5-anni-hanno-investito-green-economy-ACnSS1u?fromSearch

https://www.deutsche-bank.it/db-Magazine/ecco-i-10-nuovi-lavori-creati-dalla-green-economy.html

https://www.envipark.com/wp-content/uploads/2018/01/01312018_Askanews.pdf

https://www.studenti.it/lavoro-del-futuro-ecco-su-cosa-puntare-nei-prossimi-anni.html

SALUTO di FINE ANNO FORMATIVO 2019/2020

La scuola è finita ...quasi per tutti. Alcuni di voi si preparano, infatti, a sostenere l’esame finale, ultima fatica di questo anno formativo che, pur nelle difficoltà, ci ha insegnato ad essere più “tecnologici” ma anche ad essere più vicini, seppur lontani. Questo tempo, che definirei “sospeso”, quasi “surreale” che abbiamo vissuto, e stiamo ancora vivendo, ci ha costretti a riflettere sulla nostra vita e sui valori veri, quelli che restano e che ci rendono felici, come la famiglia e l’amicizia.  Noi tutti (direzione, formatori e tutto il personale del CFP di Fossano) ci siamo impegnati al massimo per continuare ad accompagnarvi nel vostro percorso formativo con la didattica a distanza. Sappiamo molto bene le difficoltà che voi e le vostre famiglie avete dovuto incontrare. Grazie a tutti per l’impegno che avete dimostrato. Adesso è tempo di meritate Vacanze. Allora Buona Estate e seguite il consiglio di don Bosco: «riposo ma non ozio. Fuga dell’ozio, presenza di Dio». Un saluto cordiale a voi e alle vostre famiglie. Arrivederci a settembre!