Premiati i ragazzi senza assenze: quando l’impegno paga

Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso”: guidati da questa frase di Madre Teresa, lo scorso 25 febbraio abbiamo ricordato con commozione e riconoscenza l’anniversario della salita al cielo di un illustre benefattore della nostra opera, Flavio Sordella, alla presenza della moglie e del figlio.

La famiglia ha voluto lasciare, proprio in questa occasione, una piccola offerta da destinare agli alunni più meritevoli. Il centro ha così pensato di premiare le ragazze e i ragazzi che, nonostante le enormi fatiche di questi mesi, non hanno mai perso nessuna ora di lezione, né in presenza a scuola, né in collegamento da casa. (Sia ben chiaro: questi ragazzi, il premio più grande se lo sono assegnati da soli, scegliendo di esserci sempre e partecipando a tutte le lezioni!)

E così ieri ed oggi, durante il “buongiorno” in palestra, la signora Sordella ha consegnato il premio ai ragazzi presenti. Insieme ad esso, i ragazzi hanno ricevuto, dalle mani dell’Ispettore don Leonardo Mancini (il superiore di Salesiani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania, in visita presso il nostro centro proprio in questi giorni), un breve libro: “Carlo Acutis. 15 anni di amicizia con Dio.”, biografia del giovane santo, morto quindicenne nel 2006 e beatificato lo scorso ottobre da Papa Francesco.

Ecco l’elenco dei ragazzi premiati: il loro impegno possa essere di esempio e stimolo per tutti i loro compagni.


Classi prime: Manna Filippo (riparazione autoveicoli) Dutto Alessandro (riparazione autoveicoli) Torta Matteo (riparazione autoveicoli) Andru Elisa (estetica) Botta Elena (estetica) Ciravegna Chiara (estetica) Dotta Sofia (estetica) Costamagna Cristina (acconciatura) Manfredi Alberto (impianti elettrici) El Faouazaoui Yassine (meccanica industriale) Bergerone Gabriele (meccanica agricola) Brao Christian (meccanica agricola) Burzio Valerio (meccanica agricola)
Classi seconde: Alle Regito (meccanica industriale) Borra Gioele (meccanica industriale) Bertola Simone (riparazione autoveicoli) Biei Diego (riparazione autoveicoli) Paschetta Gabriele (riparazione autoveicoli) Cravero Lorenzo (riparazione autoveicoli) Tornavacca Alessandro (termoidraulica) Arnaudo Simone (carrozzeria) Rosso Luca (carrozzeria) Mastriani Gabriele (carrozzeria) Burlacu Irene (acconciatura)
Classi terze Capellino Ivan (meccanica industriale) Milanesio Luca (meccanica industriale) Sobrero Giodi (meccanica industriale) Alami Rida (meccanica industriale) Piola Jacopo (meccanica industriale) Sobrero Mirko (riparazione autoveicoli) Arnaudo Pietro (termoidraulica) Torta Jacopo (termoidraulica) Guerriore Aurora (acconciatura) Hila Giulia (acconciatura) Mihaila Maria (acconciatura)
*Le classi in stage riceveranno il premio al rientro a scuola.

Renditi umile, forte e robusto…

Renditi umile, forte e robusto. Con questo semplice ma efficace avvertimento,“quell'Uomo vestito di bianco” consigliava al piccolo Giovannino Bosco la maniera in cui si sarebbe dovuto preparare al futuro, durante l'ormai celebre sogno dei nove anni.

Ma c'è ancora bisogno di un sogno? Se lo sono chiesti gli studenti del CNOS-FAP di Fossano in occasione di un contest che ha visto la partecipazione degli allievi del settore meccanico, elettrico, termoidraulico, carrozzeria, veicoli, operatore del benessere - estetica, acconciatori e meccanica agricola  Il contest fa parte di una serie di iniziative promesse dall'istituto al fine di prepararsi al meglio alla FESTA di SAN GIOVANNI BOSCO prevista il 31 gennaio (come da tradizione).

1° classificata: Alyson Esposto - 3° Estetica

Gli allievi sono stati invitati in primo luogo a riflettere e poi a realizzare un opera artistica sul sogno dei nove anni, nel quale per la prima volta in vita sua il Signore preannunciò al piccolo Giovannino il destino che aveva in serbo per lui.

Sebbene non siano state molte le opere realizzate, nel complesso è emersa la capacità straordinaria dei giovani di leggere gli eventi e offrirne una loro interpretazione. I disegni sono stati valutati dall'intero corpo docenti che alla fine ha deciso di premiare l'opera di Alyson Esposto frequentante il terzo anno di operatore del servizio di trattamento estetico.  Ringraziamo tutti coloro che hanno voluto lasciare il proprio contributo, convinti che mai come in questa occasione, il santo dei giovani apprezzi maggiormente l'impegno che il risultato!

In questi giorni gli studenti avranno la possibilità di approfondire la conoscenza di questo grande santo, con la speranza di contribuire a rendere ciascun allievo sempre più umile, forte e robusto!

Buona festa di San Giovanni Bosco a tutti!

       

Flavio Folco va in pensione

È facile dare la colpa al funesto anno bisesto. Ma se non altro la colpa di avere mandato Flavio Folco in pensione, il 2020 non ce l’ha. E la sua pensione, sia detto senza offesa, non è una tragedia paragonabile alle altre che abbiamo passato quest’anno.

Tuttavia salutare Flavio resta un’occasione felice e spiacevole allo stesso tempo. È stato un ottimo compagno di viaggio: allegro, gentile, disponibile. Un compagno di viaggio con il termos sempre pieno di caffè caldo.

Arriva da molto lontano. Il suo percorso è iniziato quarant’anni anni fa, quando il CNOS era ancora agli albori. Nel cortile del CFP non esiste centimetro quadrato che non sia stato calpestato dalle sue scarpe. Credo che potrebbe parlare ai lapidelli, ai torni, ai trapani così come oggi si parla ad Alexa o a Siri: “Lapidello 15, assottiglia il pezzo di mezzo millimetro ai due lati brevi!” E il lapidello esegue, mansueto e obbediente. Flavio Folco: l’uomo che sussurrava alle frese.

Definire quali caratteristiche debba possedere un buon insegnante non è facile. È come la ricetta per il Tiramisù: ognuno è convinto di possedere la migliore. Alcuni ritengono che abbia da essere esperto e competente. Altri sostengono che dovrebbe avere un carattere aperto e comprensivo; c’è chi ritiene che l’insegnante ideale sia colui che riesce a ottenere il meglio dai suoi discenti. Poi c’è Flavio: la sapiente miscela delle buone virtù di un insegnante, la giusta dose, modulabile a seconda delle occasioni e degli allievi. 

Nel laboratorio di Pesi e Misure a Sèvres, in Francia, si conserva il metro standard, quello che serve da esempio per tutti gli altri. Se proprio fosse necessario misurare il valore di un formatore potremmo inventare un parametro in carne e ossa (il platino - scusaci Flavio - non ce lo possiamo permettere) e lo potremmo chiamare “Il Folco” una misura stabile e costante da almeno 40 anni che indica il buon formatore, colei o colui capace di essere contemporaneamente punto di riferimento e piano di supporto, unione di serietà e leggerezza, di motivazione e pazienza. 

L’unica mancanza che, da domani, non potremo perdonargli, è proprio la sua mancanza, perché ci fa sentire un po’ più soli, ci fa perdere un punto di riferimento; cercheremo di perdonarlo: d'altronde non si può viaggiare all’infinito. Anche la più lontana delle mete, prima o poi viene raggiunta. La vita è un portapenne di segmenti e oggi un lungo segmento è arrivato a compimento. 

Non possiamo fare altro che ringraziarlo per ciò che ha messo nel CNOS, nel CFP di Fossano, nell’officina di meccanica industriale, nelle aule e nel cortile. Sapendo di usare una metafora che apprezzerebbe gli auguriamo di invecchiare come accade al vino di grande valore: lentamente, con serenità, continuando a migliorarsi.