Dì di no

Il “Binge drinking” è la pratica di consumare diverse bevande alcoliche in un breve arco di tempo. Non esiste una traduzione italiana del termine: binge vuol dire baldoria e traducendo letteralmente potremmo dire che significa “bere per fare baldoria”. Se venisse usato il nome italiano probabilmente il binge farebbe meno vittime.

L’agenzia di comunicazione La Fabbrica” in collaborazione con DIAGEO e Pernot Ricard portano nelle scuole uno spettacolo che illustra a ragazze e ragazzi le conseguenze del Binge drinking. Conseguenze che sono facilmente immaginabili: perdita di controllo, danni all’organismo, incidenti stradali, angosce familiari.

Il CNOS-FAP fossanese, in collaborazione con l’agenzia “La Fabbrica” ha ospitato, il 24 gennaio scorso, uno spettacolo teatrale intitolato “Dì di no” il cui obiettivo è proprio la sensibilizzazione sui danni dell’alcol tra gli adolescenti.

Tre giovani attori: Davide, Giulia e Giovanni, mettono in scena uno spettacolo il cui obiettivo è mostrare come si finisce nel binge drinking e quali sono le conseguenze. L’intero spettacolo è costruito in modo essenziale, con una scenografia che funge anche da quinta. Dopo la rappresentazione – e soprattutto qui risalta la bravura dei tre interpreti – interagiscono attivamente con i giovani spettatori per ragionare insieme a loro sulle numerose possibilità e motivazioni per dire di no.

In poco meno di due ore ci si diverte e si riflette sulle conseguenze pericolose del bere per “buttarsi di fuori”. Con il rischio di non avere più la possibilità, in seguito, di “rientrare dentro”.

 
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