L’estate è una canzone. La si aspetta tutto l’anno (e all’improvviso, eccola qua), ci si butta dentro come nell’acqua fresca, ti fa ballare ma dura poco e, quando se ne va, lascia la sensazione di essere finita in anticipo e un sacco di cose sono rimaste incompiute.
L’estate è quando ci si diverte senza pensieri, il tempo corre più veloce delle immagini e bisogna sfruttarlo più che si può prima che le giornate si accorcino. È una palla che rotola e ti chiede di inseguirla, ti dice “non lasciarmi sola”. È un ghiacciolo che sgocciola impronte colorate sulla maglietta bianca.
L’estate ci sono più di 350 bambine e bambini che corrono, schiamazzano, giocano e cantano insieme in un luogo protetto dove possono spendere tutta la loro libertà. Non importa se il caldo è soffocante, se il sole morde, se ci sono dei compiti delle vacanze da fare: l’estate è un miracolo capace di amplificare le energie.
Quest’anno l’Estate Ragazzi salesiana ha tirato in ballo il protagonista della fiaba più nota del mondo: Pinocchio. Il motivo che ha guidato l’iniziativa è stato preso in prestito dal Grillo Parlante quando ricorda al burattino indispettito che I miracoli non crescono sugli alberi Pinocchio, i miracoli avvengono nel cuore!
L’estate è un miracolo che non accade lontano, sugli alberi o in mezzo al mare; è un evento quotidiano che si verifica dentro al cuore ogni volta che si fa una capriola, che si insegue una palla, che si incrocia il sorriso di un compagno, di un’amica. È un momento leggiadro da trascorrere in mezzo agli altri.
Il miracolo dell’Estate ragazzi è questo: trasformare le cose semplici in eventi felici. Anche i compiti delle vacanze.
Ecco, l’Estate Ragazzi è questione di cuore che cresce nello stare insieme tutti i giorni per 5° settimane; insieme andare in piscina, fare i compiti, camminare in montagna, giocare all’aperto, comunicare, condividere le cose che si fanno quotidianamente.
L’Estate Ragazzi dei Salesiani ha questi obiettivi, stare insieme, divertirsi in serenità, aggiungere un po’ di senso alla gioia vacanziera. Non si tratta di eventi strabilianti, ma di piccoli miracoli che tengono vivo il cuore.
Grazie a tutti coloro che hanno permesso che questo miracolo prendesse forma, i volontari, i formatori, gli animatori, la comunità Salesiana, i coordinatori, Mons. Vescovo Piero (per la Santa Messa finale), senza dimenticare la costante presenza di san Giovanni Bosco e Maria Ausiliatrice.
Al prossimo anno!!!
